mercoledì 25 luglio 2012

"La Regione Lombardia virtuosa" E l'autospot è costato 80mila euro

Il Pdl e la Lega Nord rivendicano sui giornali la 'promozione' da parte della Corte dei conti
L'iniziativa pagata col budget per la comunicazione. L'opposizione: spreco di soldi pubblici

di ANDREA MONTANARI
Pdl e Lega spendono 80mila euro di fondi pubblici per lodare la sanità lombarda nonostante il caso Daccò. Quattro pagine di pubblicità acquistate su altrettanti quotidiani per spiegare che la Corte dei conti giudica «virtuosa» la sanità di Formigoni. Per farlo, i due partiti della maggioranza hanno utilizzato una fetta dei 1,2 milioni di euro dei fondi annui destinati alla comunicazione, su un totale di oltre due milioni a disposizione degli ottanta consiglieri regionali.

Il titolo dell’articolo a pagamento è eloquente: «La Regione davanti a una Corte? Chi lo voleva è servito». Il riferimento è all’ultima relazione del massimo organo di controllo che ancora una volta ha promosso i conti della sanità del Pirellone. Roberto Formigoni difende l’iniziativa, definendola «una pagina di verità». Per spiegare agli italiani che «la Lombardia è la Regione migliore». Un’iniziativa «necessaria dopo le «sciocchezze e falsità che sono state scritte». Per il capogruppo dell’Idv Stefano Zampioni, invece, è solo «uno spreco di soldi pubblici per l’autocelebrazione di una pessima amministrazione». Il ciellino Paolo Valentini, capogruppo del Pdl, controreplica: «Un’operazione di informazione ampia e corretta. Non abbiamo mai criticato come l’opposizione spende i suoi fondi».

Più in generale, l’opposizione di centrosinistra sottolinea, al contrario,
che «la Corte dei Conti ha giudicato la correttezza formale dei bilanci e non è entrata nel merito della correttezza delle scelte». Il Pd Pizzul commenta: «Effettivamente Pdl e Lega non hanno badato a spese, ma quando uno è costretto a pagare per sostenere certe cose il dubbio che non siano poi così vere viene». L’udc Enrico Marcora osserva: «Se c’è bisogno di fare pubblicità perché i fatti non emergono da soli un motivo ci deve essere». Il capogruppo di Sel Chiara Cremonesi è categorica: «La verità non si compra. Neppure acquistando pagine dei quotidiani».
Il vicegovernatore Andrea Gibelli della Lega ammette: «Questi soldi si sarebbero potuti spendere diversamente, se i giornali avessero raccontato le cose come stanno».

Nel testo pubblicato a pagamento si sostiene, fra l’altro, che «l’attacco mediatico e lobbistico ha cercato di dipingere la Regione come luogo di corrotti e corruttori, con un sistema sanitario in preda ai lobbisti e una giunta dedita a una gestione disinvolta delle risorse pubbliche». Nel frattempo, proprio oggi la giunta regionale approverà la delibera dell’assessore leghista Luciano Bresciani soprannominata anti-Daccò. Da ora in poi tutti gli enti accreditati con contratto di valore superiore a 800mila euro dovranno fornire entro un mese il certificato antimafia, entro febbraio il bilancio certificato e la relazione annuale di un organismo di vigilanza. Pena la sospensione o la revoca dell’accreditamento. Sparisce perché «giuridicamente impraticabile» la responsabilità in solido degli altri soci sulla mancata erogazione del servizio.

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