domenica 4 settembre 2011

Cardinale Bagnasco: "La questione morale è grave e urgente"


Monsignor Cardinal Angelo Bagnasco
                                                                                                                                                                                      

Conversione culturale - Per il presidente della Cei "c’è bisogno di una grande conversione culturale e sociale e coloro che hanno particolari responsabilità rispetto alla vita pubblica, in qualunque forma e a qualunque livello, ma anche quanti hanno poteri e interessi economici, ne hanno il dovere impellente più degli altri, sapendo che, attraverso il loro operare, propongono modelli culturali destinati a diventare dominanti".
La questione riguarda tutti - Secondo il cardinal Bagnasco, "nessuno può negare l'impegno generoso e la rettitudine limpida di molti che operano nel mondo della politica e della pubblica amministrazione, dell'economia, della finanza e dell'impresa. A loro va rinnovata stima e fiducia. Ciò non di meno, la questione riguarda tutti come un problema non solo politico, ma culturale ed educativo". "Non si tratta in primo luogo di 'fare' diversamente - ha detto ancora il porporato - ma di 'pensare' diversamente, in modo più vero e nobile se si vuole purificare l'aria, e i nostri giovani non siano avvelenati nello spirito. So bene - ha aggiunto - che il compito è arduo perché si tratta di intaccare consuetudini e interessi vetusti, stili e prassi lontani dall'essenziale e dalla trasparenza, dal sacrificio e dal dovere, ma è possibile perché la gente lo chiede e perché é giusto". Da qui l'appello a "chi ha responsabilità pubbliche oggi e domani" perché "ha questo primario dovere e onore" ossia "mettere in movimento delle decisioni puntuali e coraggiose perché la 'cultura della vita facile' ed egoista ceda il passo alla 'cultura della serieta'".
I giovani non vogliono essere ingannati - "I giovani non vogliono essere ingannati", ha detto ancora Bagnasco nella sua'omelia. I giovani, ha detto il porporato, "sanno che la vita non è di chi se la gode, di chi è più scaltro e forte, di chi ha la strada spianata. E sanno che il successo del potere e dell'affermazione personale, anche a prezzo della propria onestà, non porta lontano. Nonostante turbolenze e cadute, il giovane sa che la strada della realizzazione e della gioia sta da un'altra parte, quella del dovere e del sacrificio, della famiglia stabile e feconda, di rapporti veri".
Adulti indifferenti - Il giovane dunque intuisce "che nulla è così triste quanto una vita vuota e priva di senso. Di fronte a queste attese - ha detto ancora il porporato - il mondo degli adulti non può rimanere indifferente e inerte, tanto meno lo possiamo noi cristiani. Per questo i vescovi italiani hanno messo al centro dell'impegno pastorale del decennio la sfida educativa". Nell'omelia il cardinale ha ricordato la recente Giornata Mondiale della Gioventù, affermando che "i due milioni di giovani giunti a Madrid sono una buona notizia per il mondo, l'unica di questi tempi". Sono giovani che "hanno visto nel Successore di Pietro il punto affidabile e vero, e hanno detto ai Potenti delle Nazioni di non avere pura di quell'uomo schivo, dalla parola mite, chiara e profonda".

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog