venerdì 22 giugno 2012

Supplica a mia madre di Pier Paolo Pasolini.



  E’ difficile dire con parole di figlio 
  ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
  Tu sei sola al mondo che sa, del mio cuore,
  ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
  Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
  è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
  Sei insostituibile. 
  Per questo è dannata   
  alla solitudine la vita che mi hai data.
  E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
  d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
  Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
  sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
  ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
  alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
  Era l’unico modo per sentire la vita,
  l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
  Sopravviviamo: ed è la confusione
  di una vita rinata fuori dalla ragione.
  Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
  Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog