martedì 8 maggio 2012

Lavitola/ Ai pm: dopo il caso Tarantini telefonai a Berlusconi

"Chiesi al presidente cosa fare. Mi disse vattene in vacanza"

Napoli8 mag. (TMNews) - Ai pm che gli chiedono spiegazioni sulla fuga di notizie relativa all'indagine sul caso Tarantini, inizialmente condotto dalla Procura diNapoliValter Lavitola risponde di non avere notizie: "Se riuscissi a sapere, che poi non è detto che non cerchi di farlo, quale è stata la fuga di notizie io vengo da lei e dico: io so questa cosa". L'ex direttore de l'Avanti racconta di essere stato in Bulgaria a settembre, e prima ancora a Madrid. I pm che lo interrogano gli chiedono come avesse saputo che doveva essere arrestato e lui dice di averlo appreso da una giornalista di Libero che lo contattò telefonicamente mentre lui si trovava a Sofia.
"A me quasi mi pigliò un colpo e fu poi la sera che io telefonai al presidente Berlusconi, che fu la telefonata registrata, che si svelò il mistero. Io chiamai dal telefono di Karem che era sotto controllo... e dissi al presidente: che devo fare? Io ero incazzatissimo per queste cosa qua, rientro eccetera eccetera, lui mi disse: vattene in vacanza". Lavitola spiega di aver contattato Berlusconi per il rapporto amicale che li legava e "innanzitutto perché io venivo accusato di estorsione nei suoi confronti".
"Preferisco fare un anno di carcere in più e non passare per millantatore...uno che passa per millantatore avrà meno chance in futuro, la stessa cosa se io passo per fare l'estorsione ad un amico mio, passo per un fetente qualsiasi, e ciò a me non andava bene per cui nel momento in cui Berlusconi mi dice: io al limite del possibile vi scagiono a tutti quanti...lì mi sono sentito tranquillo".

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