domenica 8 maggio 2011

ANCORA UNA VOLTA IL DIAVOLO HA VINTO, MA SOLO PIU' PER POCO PERCHE' E' ARRIVATO COLUI CHE E'...... CON LA FORZA DELLA CROCE, EGLI, LO DISTRUGGERA' !!!

Sabato, 07 maggio 2011

Il Milan è Campione d'Italia

Zero gol, poche emozioni, ma alla fine chissenefrega. E’ decisamente questo il comprensibile pensiero dei tifosi del Milan, che strappano lo scudetto dalle maglie dei cugini proprio nel campo dove aveva avuto inizio l’epopea di vittorie di 12 mesi fa.

Allegri va all’assalto del tricolore rilanciando colui che in testa alla classifica l’ha condotto: Zlatan Ibrahimovic. Alle spalle dello svedese il solito ventaglio di piedi buoni e meccanismi ben oliati, ben compendiati nel primo tentativo della partita, da parte di Boateng. Impreciso ma pericoloso. Dal canto suo, Montella supplisce alle squalifiche di De Rossi e Perrotta, puntando forte sul gioco sugli esterni. Una scelta che trova gli sbocchi necessari per andare vicinissima a sbloccare il risultato, possibilità inibita solo dalla commistione tra la frenesia di Vucinic e lo spaventoso tempismo di Abbiati.

E’ ancora il montenegrino a personificare la quasi totalità delle offensive giallorosse, sfruttando la superiorità tecnica dell’asse con Totti, ma non concretizzando quanto creato. Lo stesso Nesta ci mette del suo, con un recupero ben oltre i limiti del miracoloso proprio quando il centravanti di Montella sembrava ad un passo dall’esultanza.

La ripresa si apre con il Milan sugli scudi, alla ricerca di un gol che potrebbe risultare decisivo per le sorti del campionato. Una determinazione espressa dalla classe di Robinho, ma stoppata dal palo che strozza la traiettoria del suo destro. Esito che incentiva una reazione da parte dei giallorossi, inefficace come l’iniziativa di Totti, chiusa facilmente dalla retroguardia rossonera. Ma pericolosa, come quando Abate deve inventarsi la più efficace delle diagonali per tenere vive le possibilità di festeggiare lo scudetto tra le mura dell’Olimpico.

Segnale peraltro prontamente raccolto dai suoi compagni di squadra, al punto che Boateng ha la possibilità di far esplodere la porzione di stadio dedicata ai tifosi rossoneri, grazie al delizioso tocco sotto di Ambrosini che gli spalanca la via della conclusione. Il suo lob non ottiene però gli effetti sperati, sfiorando il palo dalla parte sbagliata. Essendo fallita la strada della delicatezza, i rossoneri provano a tentare la via della potenza. Soluzione personificata dalla sassata di Zlatan Ibrahimovic, chiusa da Doni con la stessa efficacia con cui la retroguardia giallorosa inibisce la ribattuta. A Galliani, non resta che affidarsi a chi sta più in alto. E le sue preghiere, sono prontamente esaudite. Non da un gol di Ibrahimovic, non da un dribbling di Roninho, nè da un recupero di Thiago Silva, o da un miracolo di Abbiati. Quelli non servono più, quelli hanno già contraddistinto una cavalcata giunta alla sua apoteosi. Ora è il tempo di festeggiare, l’Italia ormai è rossonera.

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