giovedì 31 marzo 2011

1 AprileLa Chiesa Madre di Marsala da cui avrà nizio il mio cammino di Fede

L'arrivo a Marsala e l'ospitalità genuina siciliana di Maria Franco nel suo Ristorante Il Mare Colore del Mare




il mio sbarco a Palermo

31 Marzo Il mio sbarco a Palermo

sabato 26 marzo 2011

Una Voce Profetica Pasolini La Televisione

Pasolini sulla Televisione di Massa

Pier Paolo Pasolini La poesia Pasolini e gli italiani...


[...]
L'intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
alzare la mia sola puerile voce -
non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce 
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

[Testo in inglese]
Intelligence will never have much value
in the collective judgment of this public's opinion.
Not even the blood of concentration camps
could draw from a million of our nation's souls
a clear judgment of pure indignation.
Each idea is unreal, every passion unreal,
in a people who lost their unity centuries ago
and use their gentle wisdom
only to survive, and not to gain freedom.
To show my face -my leanness-
to raise a single, childlike voice,
makes sense no longer. Cowardice accustoms us
to seeing others die atrociously,
locked in the strangest indifference.
So I die, and this too causes me pain.

Alla Mia Nazione, brano di Pier Paolo Pasolini Intrerpretato da Vittorio Gasmann

Alla mia nazione - Pasolini

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
....."Sprofonda in questo tuo bel mare,
libera il mondo."

Padre Nostro Che Sei Nei Cieli di Pier Paolo Pasolini Interpretato da Vittorio Gasmann



Pier Paolo Pasolini
"Padre nostro che sei nei cieli"  (da Affabulazione)

Padre nostro che sei nei Cieli,
io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.
Ho sempre avuto negli occhi un velo d'ironia.
Padre nostro che sei nei Cieli:
ecco un tuo figlio che, in terra, è padre...
È a terra, non si difende più...
Se tu lo interroghi, egli è pronto a risponderti.
È loquace. Come quelli che hanno appena avuto
una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.
Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:
tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.
Quanta inutile buona educazione!
Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.
Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.
Per difendermi, dopo l'ironia, avevo il silenzio.
Padre nostro che sei nei Cieli:
sono diventato padre, e il grigio degli alberi
sfioriti, e ormai senza frutti,
il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.
Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l'ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall'esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
 
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.
Ora tu mi hai lasciato. 
Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato
Quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.
Ecco perché è cambiata la mia vita. 
E allora, poiché Ti ho,
che me ne faccio della paura del ridicolo?
I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi
lampioni del mio deserto e della mia miseria. 
Padre nostro che sei nei Cieli!
Che me ne faccio della mia buona educazione?
Chiacchiererò con Te come una vecchia, o un povero
operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo
dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna
e che dà subito alla moglie - restando, lui, squattrinato,
come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie
e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane...
chiacchiererò con la mancanza di pudore
della gente inferiore, che Ti è tanto cara.
Sei contento? Ti confido il mio dolore;
e sto qui a aspettare la tua risposta
come un miserabile e buon gatto aspetta
gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,
come un bambino imbambolato e senza dignità. 
La buona reputazione, ah, ah!
Padre nostro che sei nei Cieli,
cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino
- che sembrava tutt'uno col mio corpo e il mio tratto -
di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?
Che me ne faccio di questa persona
cosi ben difesa contro gli imprevisti?



Risvegliamo le coscenze per unire gli italiani in occasione dei 150 anni dall'Unità d'Italia

Un cammino a piedi da Marsala alla Reggia di Venaria Reale (TO).

Partenza da Marsala il 1aprile 2011
Arrivo previsto  il 22 maggio 2011